In Cina scoppia la bolla del social lending

Il social lending non è evidentemente gradito in Cina, come si può facilmente arguire dalla stretta del governo di Pechino nei confronti del credito peer-to-peer. A riferire la vicenda è stata  l’emittente tedesca Deutsche Welle, secondo la quale è stato deciso il sequestro di asset complessivi per 1 miliardo e mezzo di dollari, oltre all’apertura di indagini su oltre 100 manager del settore. A motivare il provvedimento è stato in particolare il fatto che negli ultimi due anni, sono state migliaia le piattaforme peer-to-peer (P2P) che sono state costrette a dichiarare default, senza parlare di quelle che sono addirittura scomparse senza lasciare tracce. Con la conseguenza di rovinare milioni di cinesi, che hanno praticamente perso tutto, tanto da spingere Zongxin Qian, professore di finanza alla Renmin University di Pechino, a definire gli operatori del peer-to-peer

Com’è cambiato il rapporto tra giovani e credito nell’ultimo decennio

Come è ormai noto, il rapporto tra credito e giovani è abbastanza problematico. Si tratta infatti della categoria più attraente per le aziende del settore, ma anche meno propenso, per ovvi motivi, a prestare le dovute garanzie per ottenere prestiti. Un rapporto che comunque nel corso dell’ultimo decennio ha osservato una serie di modifiche, che sono state fotografate dal CRIF in uno studio in cui i ricercatori hanno provato a capire se e come sia cambiato da parte di giovani adulti tra i 19 e i 29 anni. In particolare le generazioni messe a confronto sono state Generation X e Millennials, sulla fonte dei dati CRIF Information Core. Una analisi da cui è emerso in particolare il fatto che i giovani adulti del 2006 avevano una maggiore fiducia verso il futuro, essendo quindi portati ad indebitarsi in

Prestiti cambializzati: convengono?

Il prestito cambializzato era una forma creditizia abbastanza in disuso qualche anno fa, poi tornata in auge ultimamente. Un revival derivante dal fatto che molte finanziarie, per non precludersi fasce di utenza sempre più affollate come quella rappresentata dai cattivi pagatori, hanno deciso di adottarla. Una decisione derivante proprio dalla notevole sicurezza che il prestito cambializzato si porta dietro: chi lo adotta, infatti, deve mettere a garanzia del piano di rientro il suo reddito oppure un bene tale da eccedere l’importo da pagare. Nel caso in cui non onori il suo impegno, l’ente erogante potrà pignorare l’oggetto della garanzia e rientrare del suo credito.

Proprio questa caratteristica fa comprendere come il prestito cambializzato sia in effetti una soluzione vantaggiosa soprattutto per le aziende che lo propongono, anche perché solitamente il tasso di interesse al quale viene concesso è

Si torna a parlare di prelievo forzoso in Italia

Per chi ha messo i propri risparmi su un conto corrente bancario, l’ipotesi del prelievo forzoso rappresenta un vero e proprio spauracchio. Per prelievo forzoso si intende il prelievo bancario che viene ad essere imposto in maniera obbligatoria dalla legge. In pratica lo Stato, nel momento in cui dovesse presentarsi un evento tale da metterne a repentaglio i conti, magari a causa di una crisi economica di grande ampiezza e quindi difficile da fronteggiare con metodi convenzionali, potrebbe decidere di prelevare denaro direttamente dalle tasche, o meglio dai conti correnti bancari  dei cittadini, una parte dei loro risparmi personali. La corsa agli sportelli che si è verificato ad esempio a Cipro può essere una delle conseguenze di un atto di questo genere, innescando reazioni a catena di notevole gravità.

Una possibile alternativa al prelievo forzoso può essere ravvisata

Mutui, il web è sempre più decisivo

Il persistere di tassi di interesse prossimi allo zero continua a spingere molti nostri connazionali a guardare con interesse alla possibilità di contrarre un mutuo per l’acquisto della propria abitazione. Le dichiarazioni provenienti dalla Banca Centrale Europea, che dovrebbe proseguire nella politica intrapresa da Mario Draghi anche dopo ottobre, quando scadrà il mandato dell’attuale governatore, si vanno infatti a saldare con il calo dei prezzi immobiliari, creando un quadro in cui è possibile pensare di adottare un mutuo al fine di porre solide basi per il futuro del nucleo familiare. Una situazione che spinge peraltro le banche a predisporre prodotti in grado di reggere la concorrenza, a tutto vantaggio dei consumatori. I quali devono però fare attenzione a districarsi al meglio in modo da individuare le proposte effettivamente convenienti, magari cercando di accumulare il maggior numero di

Prestiti ai protestati: dove è possibile reperirli?

I protestati nel nostro Paese sono un vero e proprio esercito, le cui file si sono ingrossate a dismisura negli anni della crisi, quando molti consumatori hanno visto andare in protesto assegni e cambiali a causa delle improvvise difficoltà finanziarie. Da quel momento per loro si è aperto un periodo di grandi difficoltà con il mondo bancario e dei prestiti, in quanto il protesto comporta automaticamente la perdita di quel merito creditizio che è necessario per poter richiedere finanziamenti con ragionevoli possibilità di vedere accolta la propria richiesta.

Va comunque considerato che il mercato propone prodotti anche per i protestati, anche se la strada per arrivarci può rivelarsi stretta e tortuosa. Andiamo a vedere come può essere risolta la situazione e le soluzioni che rendono possibile aggirare il blocco.

Prestiti per protestati: le possibili soluzioni

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